18 novembre 2016 | By T4 Team
Tag:

Spotify può distruggere i dischi SSD

L’applicazione Spotify per pc, Mac e Linux presenta un bug che riduce drasticamente la vita degli hard disk e ancor di più dei dischi SSD. A quanto pare l’azienda è a conoscenza del problema già da diversi mesi.

Da molti mesi il servizio di musica in streaming Spotify occupa uno spazio di archiviazione abnorme. Si tratta di decine, o addirittura centinaia, di gigabyte occupati in scrittura dall’applicazione. In alcuni rari casi si sono misurati anche terabyte. Il sovraccarico si verifica anche quando Spotify è inattivo e non memorizza i brani localmente.

Questo è un comportamento estremamente dannoso per i dischi SSD, su cui non si può riscrivere all’infinito, ma hanno una capacità limitata. Scrivere continuamente centinaia di gigabyte di dati inutili su un’unità ogni giorno per mesi o anni ha il potenziale di causare la morte dell’SSD riducendone la vita anche a pochi mesi in casi estremi.

Spotify per Windows, Mac e Linux è soggetto a questo bug almeno dal meso di giugno 2016 quando tanti utenti hanno segnalato il problema nel forum di supporto ufficiale della società. In genere, l’applicazione scrive da 5 a 10 GB di dati in meno di un’ora anche quando l’applicazione è inattiva.

Secondo i post del forum di Spotify, la scrittura massiccia dei dati è legata a uno o più file del database che comprendono la stringa Mercury.db. Gli utenti hanno proposto diverse tecniche manuali che dovrebbero correggere o mitigare il problema, ma la soluzione per risolvere questo bug deve, senza dubbio, arrivare da Spotify e rendere l’aggiornamento disponibile a tutti gli utenti immediatamente.

Il 13 Novembre 2016 per fortuna è stata rilasciata la patch, e l’installazione del pacchetto può essere forzata manualmente attraverso la schermata Informazioni su Spotify che si trova nel Menu Aiuto: nella finestra è sufficiente cliccare su “È disponibile una nuova versione di Spotify (1.0.42.151). Clicca qui per scaricarla”.